In vent'anni di pratica clinica e in trent'anni di lavoro sul campo, ho incontrato persone in condizioni molto diverse tra loro. Questo mi ha insegnato che un buon percorso di cura non si adatta alla persona: nasce da lei, dal contesto in cui vive, dalla fase della vita che sta attraversando. Un percorso che ricomincia ogni volta, col “chiedere le scarpe” al mio ultimo interlocutore per imparare a camminarci anche io. Cosa significa? Significa attivare, dal nulla, un “Noi Luogo”, una operazione vettoriale pura.

  • Adulti
    Percorsi individuali per chi attraversa una fase di crisi, di transizione, o cerca semplicemente una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie dinamiche relazionali.
    Uno degli strumenti che uso in questo lavoro è l'Architettura delle Emozioni: l'idea che ogni emozione ricorrente porti con sé un'immagine mentale, un pensiero e un'esperienza passata che la sostiene. Puoi farti un'idea concreta con un'anteprima gratuita, nove architetture emotive su trenta.
  • Coppie
    Lavoro sulla comunicazione, sulla gestione dei conflitti ricorrenti e sulla costruzione di una base sicura reciproca, con strumenti pratici verificabili nella vita quotidiana.
  • Adolescenti e giovani
    Un ambito che conosco anche attraverso la didattica: ho portato l'Analisi Transazionale direttamente nelle scuole medie, collaborando, ossia stimolando i propri vettori interni, con ragazzi che già dagli undici anni generano spontaneamente competenza relazionale e consapevolezza emotiva.
  • Contesti di fragilità e migrazione
    Oggi la mia esperienza di docente CPIA mi porta ogni giorno a contatto con adulti stranieri in percorso di alfabetizzazione, spesso in condizioni di vulnerabilità sociale. Ho sviluppato per questo contesto metodi didattici specifici, radicati nel corpo e nel movimento, favorendo la loro competenza affettivo-relazionale mediante attività vettorialmente orientate alla condivisione, all'empatia e all'interazione significativa.
  • Disabilità e bisogni educativi speciali
    Tra il 1994 e il 1995 ho lavorato a tempo pieno come assistente domiciliare e dei servizi tutelari per la cooperativa sociale “Futura”, assistendo direttamente persone non vedenti, persone con tetraplegia, persone con malattie terminali e altre situazioni di disagio come la sindrome di Down e tante altre. Questa esperienza diretta, precedente alla mia formazione universitaria, ha segnato in profondità il mio modo di intendere ogni relazione, il suo intimo e straordinario valore, ed il lavoro di cura.
  • Dipendenze e disagio giovanile
    La mia formazione clinica è cominciata proprio in questo ambito, nei gruppi di accoglienza del Ce.I.S. di Roma, un'esperienza che ha segnato in profondità il mio modo di intendere la relazione di cura.

Se stai cercando un percorso per te o per la tua famiglia, il primo passo è un colloquio conoscitivo, senza impegno, per capire insieme se il mio approccio è quello giusto per la tua situazione.

Richiedi un primo colloquio